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« Toujours là »

Campagne de sensibilisation en ligne du réseau bénévolat

Toujours là, ce sont les trois millions de personnes en Suisse qui s'engagent bénévolement pour notre société. Que ce soit après le travail pour l'entraînement de hockey, à midi dans les cours de langue pour les personnes réfugiées ou le samedi après-midi pour les activités scoutes - au total, plus de 600 millions d'heures sont fournies chaque année bénévolement pour la collectivité. Sans cet engagement, notre société ne fonctionnerait pas. Le bénévolat est indispensable à la Suisse et à sa cohésion !

Partagez la campagne de sensibilisation du réseau bénévolat engagé sur les médias sociaux et le hashtag #bénévolat! En outre, il est possible de créer les sujets avec votre matériel visuel. Si vous êtes intéressé(e), n'hésitez pas à contacter Aina (aina.waeber(at)sajv.ch) pour les modèles.



Nuovo Servizio «Etica e società»

Comunicato stampa di CVS, della Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) e di Azione Quaresimale del 29 maggio 2024

La Conferenza dei vescovi svizzeri, la Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera e Azione Quaresimale creeranno, a partire dall'autunno di quest'anno, un Servizio comune chiamato «Etica e società». L'obiettivo di questo nuovo Servizio è di rafforzare la voce della Chiesa cattolica in Svizzera su temi di etica sociale, bioetica ed etica ambientale.

Il Servizio «Etica e società» si pronuncerà su importanti questioni etiche e fornirà consulenza alle istituzioni e alle organizzazioni ecclesiastiche. Inoltre si occuperà di elaborare informazioni di base, rapporti per la presa di decisioni, dichiarazioni e prese di posizione sulle votazioni e sui referendum imminenti.

Il team del nuovo Servizio si dedicherà alla creazione di contatti a livello nazionale e internazionale e allo sviluppo di opportunità di dialogo ed eventi. Il Servizio sarà gestito a livello strategico da un comitato direttivo composto da rappresentanti delle tre organizzazioni sostenitrici e integrato dai presidenti delle commissioni "Bioetica" e "Giustizia e Pace". Il comitato direttivo si costituirà nel secondo trimestre del 2024 e definirà le future priorità tematiche.  

Le organizzazioni sostenitrici e il Servizio desiderano rafforzare congiuntamente la propria presenza pubblica a livello etico-sociale attraverso pubblicazioni, pubbliche relazioni e programmi educativi.  L'etica sociale contribuisce a costruire un mondo in cui la dignità umana, la libertà e il pianeta siano presi in considerazione, in quanto, identificando i contesti sociali, descrivendo le sfide e sollevando interrogativi, dà indicazioni su questioni di giustizia, responsabilità, sostenibilità, solidarietà e sussidiarietà.


Per maggiori informazioni contatti:

Davide Pesenti, segretario generale della CVS
026 510 15 15, davide.pesenti(at)bischoefe.ch

Urs Brosi, segretario generale della RKZ
044 266 12 00, urs.brosi(at)rkz.ch

Helena Jeppesen, Responsabile delle cooperazioni Svizzera di Azione Quaresimale
041 227 59 88, jeppesen(at)fastenaktion.ch



Misure contro gli abusi e il relativo occultamento

Primi risultati intermedi: importanti collaborazioni e chiarimenti relativi alle misure decise nel settembre 2023

In futuro le vittime di abusi sessuali riceveranno consulenza professionale e indipendente su tutto il territorio nazionale, i colpevoli saranno giudicati, si dovranno ridurre al minimo i rischi di ulteriori abusi a tutti i livelli delle istituzioni e ne dovrà essere impedito l’occultamento.

Il 27 maggio 2024 le tre istituzioni ecclesiastiche nazionali della Svizzera – CVS, RKZ e KOVOS hanno pubblicato un rapporto intermedio per informare sullo stato dei lavori.

  1. In futuro la consulenza indipendente alle vittime dovrà essere fornita esclusivamente da uffici di consulenza dedicati e riconosciuti a livello statale. Le strutture di segnalazione e gestione dei casi interne alla Chiesa saranno esaminate insieme a specialisti esterni e ulteriormente sviluppate.
  2. Colloqui psicologici esterni garantiranno in futuro che solo coloro che saranno ritenuti idonei potranno svolgere il lavoro pastorale a contatto con le persone.
  3. Saranno introdotti standard nazionali uniformi per gestire i fascicoli personali e trasmettere informazioni rilevanti sui collaboratori ecclesiastici, per impedire ad esempio il trasferimento di persone che hanno avuto comportamenti illeciti.
  4. La rielaborazione scientifica proseguirà, nuovamente in collaborazione con il Seminario storico dell’Università di Zurigo. II risultati saranno presentati nel 2027.
  5. I membri delle tre committenti si impegnano a non distruggere più alcun documento esistente relativo ai casi di abusi o a documentarne la gestione.
  6. Un tribunale ecclesiastico nazionale garantirà la giurisprudenza unitaria in tutte le diocesi svizzere. Le vittime beneficeranno di diritti processuali. Inoltre il tribunale sarà costituito anche da anche giuristi esterni alla Chiesa.

Stato attuale del progetto Rielaborazione degli abusi sessuali in Svizzera

Scheda informativa sullo stato dell’attuazione delle misure



La Chiesa cattolica in Svizzera crea una commissione nazionale per la sinodalità

Comunicato stampa di CVS e della Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) del 10 aprile 2024

La Chiesa cattolica in Svizzera sta creando una “Commissione sinodalità” con lo scopo di raggiungere una maggiore partecipazione e comunione nell'adempimento della sua missione. Questo nuovo organismo sarà istituito per un periodo di prova limitato a cinque anni, durante il quale sperimenterà forme di decisione sinodale a livello nazionale.

Ispirata dalla spinta data da Papa Francesco a partire dal 2021, anche la Chiesa cattolica in Svizzera promuoverà la sinodalità come stile ecclesiale per i processi decisionali. L'approccio spirituale consiste nel combinare l'ascolto dello Spirito Santo con l'ascolto delle persone. I ministri della Chiesa e i fedeli desiderano, in maniera congiunta, fare ulteriormente luce sul significato del Vangelo e renderlo ancora più fruttuoso per la missione della Chiesa.

La Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) e la Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) garantiscono insieme le condizioni quadro per questa fase di prova sinodale. Queste due istituzioni hanno adottato degli statuti che permetteranno alla “Commissione sinodalità” di svolgere il suo mandato e di assumere una responsabilità strategica. La CVS e la RKZ finanziano il nuovo organismo e la sua gestione, che sarà affidata all'Istituto svizzero di sociologia pastorale (SPI) di San Gallo.

La “Commissione sinodalità” sarà composta da trenta membri che rappresenteranno le diverse regioni linguistiche, le organizzazioni dei giovani e degli adulti, i migranti, gli ordini religiosi, la teologia scientifica e la liturgia, nonché i diversi settori della pastorale. L'attuale Commissione pastorale della Conferenza dei vescovi svizzeri sarà integrata nella nuova commissione. I membri saranno nominati dal CVS nel corso dell'anno.

Un ufficio composto da cinque membri preparerà le pratiche e attuerà i mandati della suddetta commissione.

La “Commissione sinodalità” ha diversi compiti:

  • organizzare il processo sinodale a livello nazionale come parte della fase sperimentale e valutare le esperienze;
  • seguire il processo sinodale della Chiesa universale e metterlo in atto in Svizzera;
  • facilitare la comprensione reciproca delle diverse visioni della sinodalità e le diverse esperienze della sua attuazione nelle diocesi, nelle aree linguistiche e nella diversità post-migratoria;
  • sviluppare e testare formati appropriati per la consultazione sinodale e il processo decisionale;
  • elaborare priorità per il rinnovamento della Chiesa cattolica in Svizzera, con raccomandazioni sui possibili passi da compiere da parte del CVS, della Conferenza centrale e di altri organismi;
  • organizzare una giornata annuale di riflessione con la CVS, la Presidenza della Conferenza centrale e altri gruppi per riflettere insieme sullo stato e sulle prospettive della fase sperimentale sinodale.

Per maggiori informazioni contatti:

Julia Moreno, responsabile del Servizio di comunicazione della CVS
026 510 15 25, julia.moreno@eveques.ch

Urs Brosi, segretario generale della RKZ  
044 266 12 00, urs.brosi@rkz.ch



©Stefan Maurer

Rétrospective avec perspective – Le cardinal, la synodalité et la Suisse

Revue par Arnd Buenker de la visite du cardinal Mario Grech en Suisse

La synodalité est exigeante. Il s’agit fondamentalement de se comprendre les uns les autres et de se mettre à l’écoute de Dieu. En Suisse, la diversité linguistique et culturelle est immense et les mentalités très différentes. Cheminer ensemble en tant qu’Église au plan national nécessite donc un grand effort de compréhension ; il y a encore beaucoup de pain sur la planche, comme l’a montré la visite en Suisse du cardinal Grech, secrétaire général du Synode. 

Vers la rétrospective

 



La popolazione senza appartenenza religiosa è diventata il gruppo più numeroso in Svizzera

Comunicato stampa dell'Ufficio federale di statistica di 26 gennaio 2024

Con una quota del 34%, nel 2022 in Svizzera la popolazione senza appartenenza religiosa ha superato per la prima volta quella di credo cattolico (32%). Mentre negli ultimi anni questa comunità religiosa, al pari di quella delle persone evangelico-riformate, è diminuita costantemente, dal 2010 il gruppo senza appartenenza religiosa è aumentato di oltre 13 punti percentuali e nei Cantoni di Basilea Città e Neuchâtel costituisce addirittura la maggioranza della popolazione. Le persone senza appartenenza religiosa sono in media piuttosto giovani; infatti, nel 2022 tra le persone della fascia di età dai 25 ai 34 anni la loro quota ammontava al 42%. Questo è quanto emerge dagli ultimi risultati riguardanti le religioni tratti dalla rilevazione strutturale dell'Ufficio federale di statistica (UST).

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La confiance en l’Église catholique mise à l’épreuve

Enquête sur la confiance dans l'Église catholique.

Pourquoi la confiance et la crédibilité sont d’une importance capitale pour l’Église ? Urs Winter-Pfändler, chef de projet à l'Institut suisse de sociologie pastorale à Saint-Gall (SPI), se penche sur cette question dans sa dernière étude.

Le rapport sur l’historique des abus sexuels dans l’environnement de l’Église catholique romaine en Suisse et sa réception par les médias et le public ont largement entamé la confiance envers l’Église. Il est impératif de tirer les leçons des erreurs commises et de mettre en œuvre rapidement des mesures d’amélioration. L’Église doit tout faire pour regagner la confiance perdue. Le chemin sera probablement ardu, car la confiance ne se crée pas simplement à l’aide d’une campagne de relations publiques conçue par des professionnels. Elle se construit grâce à un travail constant et minutieux.

L’Église doit donc prendre soin des personnes travaillant pour elle, que ce soit à titre bénévole ou professionnel, car elles sont les visages visibles de l’Église. Ces dernières années, elles ont dû faire front pour des ratages et autres actions tordues du passé ou qui s’étaient produits à un autre niveau.

Urs Winter-Pfändler, La confiance en l’Église catholique mise à l’épreuve, Saint-Gall, 2023



« La Chiesa cattolica in Germania intraprende un cammino di conversione e rinnovamento »

Decisioni del Cammino sinodale della Chiesa cattolica in Germania

Inizia così lo Statuto del Cammino sinodale della Chiesa cattolica in Germania. Il presente volume raccoglie tutte le delibere adottate dal Cammino sinodale nel corso delle cinque Assemblee sinodali dal 2020 al 2023 e che originano dalle consultazioni e dai lavori pre-paratori svolti in seno ai quattro Fori sinodali.

Scarica la brochure



Tendances religieuses en Suisse

Des brèves vidéos en ligne des nouveaux résultats de recherche

Les activités d’Église et les décisions pour la pastorale bénéficient d’une bonne connaissance de la situation religieuse et spirituelle. Le SPI mène des recherches à ce sujet au niveau Suisse, en collaboration avec des chercheurs de l’Université de Lausanne et, depuis peu, de l’Université de Lucerne.

L’étude Tendances religieuses en Suisse détaille le niveau actuel de religiosité et de spiritualité en Suisse. Pour un bref aperçu informatif des principaux résultats, ils sont présentés dans de courtes vidéos.



Les jeunes et les Eglises

Comment les jeunes de moins de 33 ans vivent, espèrent et façonnent l'Eglise : Un autre numéro spécial de L'Illustré en collaboration avec les Eglises nationales de Suisse.

Jésus de Nazareth avait 33 ans lorsqu’il a été exécuté sur la croix, sous Ponce Pilate. Enfin, s’il s’agit d’une hypothèse probable, personne ne le sait vraiment. Même si différentes méthodes de datation indiquent à peu près cet âge. Quand il commença à enseigner publiquement et à rassembler des gens, ce fils de charpentier avait environ 30 ans. Ce ministère public aurait duré trois ans, avant d’être brutalement interrompu à Jérusalem.

Ces pages spéciales de L’illustré se demandent aujourd’hui ce qui lie les jeunes de moins de 33 ans à la foi chrétienne et à l’Eglise. Ce choix s’explique par le fait que de nombreuses personnes se tiennent à distance de leur propre foi dans le laps de temps qui va de l’enfance à la fondation d’une famille. Pour les Eglises, il est en tout cas difficile de s’adresser
aux adolescents et aux jeunes adultes.

Dans quelle direction s’engagent-ils? La foi est-elle un chemin pour eux? Que signifie pour eux la communauté ecclésiale? Vous trouverez des réponses variées dans ce supplement de L'Illustré.



« La voie synodale laisse des textes, mais surtout des traces »

Les enseignements à tirer de la voie synodale en Allemagne

En 2019, les évêques allemands et le Comité central des catholiques allemands ont invité la Conférence centrale à désigner l’un des deux observateurs de la Suisse appelés à participer à la voie synodale allemagne. Celle-ci a confié cette tâche à son ancien secrétaire général Daniel Kosch. Depuis 2020, ce dernier a participé aux cinq assemblées synodales ainsi qu’à plusieurs conférences en ligne, dont la dernière s’est déroulée du 9 au 11 mars 2023 à Francfort.

Parmi les observations retenues dans son compte-rendu final, Daniel Kosch met l’accent sur le fait que le chemin synodal n’a pas uniquement débouché sur des textes. L’éventail des résultats obtenus est en réalité bien plus vaste. On y compte la méthodologie, les bases légales (adoption de statuts et d’un règlement d’organisation), les expériences réalisées au cours du processus, les empreintes laissées non seulement chez les personnes directement impliquées et le public, mais aussi dans les organismes, les diocèses, les paroisses, les associations et les ordres religieux. Mais la démarche allemande a aussi eu un écho dans les pays environnants, à Rome et dans la communauté œcuménique. Les expériences que les personnes concernées par les abus sexuels ont vécues sur la voie synodale ont laissé des traces principalement négatives, dont on ne peut sous-estimer l’importance. Au début du processus en effet, il a été révélé que les abus ont des causes systémiques et qu’il faudra les combattre. Daniel Kosch espère sincèrement que les effets multiples déployés en Allemagne auront désormais un impact sur le processus synodal mondial.

En ce qui concerne la suite de la procédure en Suisse, le bilan esquissé par Daniel Kosch se résume en quatre points :

  1. La synodalité a besoin d’un caractère obligatoire ainsi que d’espaces et de processus dans lesquels elle peut être expérimentée et développée concrètement.
  2. Les processus synodaux doivent se pencher sur des foyers de crise et des défis importants, et conduire à des orientations pour l’avenir. Cela nécessite une concentration thématique, une compétence théologique et une focalisation sur des résultats contraignants. Les événements synodaux ponctuels et la synodalité à titre d’activité accessoire ne présentent pas une grande utilité.
  3. Parce que les grandes questions sont pour la plupart des interrogations communes, et parce qu’il est aussi question de visibilité et de transparence, l’échelon national est important pour les projets synodaux. Cela vaut aussi pour la Suisse, malgré la diversité linguistique et culturelle.
  4. La synodalité est toujours contextuelle et constitue toujours un processus d’apprentissage. Il s’agit de tirer les enseignements des expériences recueillies en Allemagne et ailleurs, mais pas de les copier. 

Daniel Kosch établit la synthèse du chemin synodal allemand dans un entretien publié sur cath.ch.



Corporations de droit public ecclésiastique à l’ère de la sécularisation

Rapport de la Conférence centrale pour un développement moderne du droit étatique des religions.

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Dossier bénévolat

Le certificat de travail pour les bénévoles

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