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« Peu c’est mieux » - La démence, un défi pour les paroisses

Journée œcuménique nationale pour des personnes impliquées en Église dans le domaine des soins palliatifs le 26 octobre 2022 à Berne

D'ici 2050, la démence sera un méga-sujet pour notre société, pour le système de santé et pour les églises. Le nombre de personnes atteintes de démence va tripler dans le monde d'ici là. Des questions se posent donc pour la pastorale sur le terrain.

La Journée œcuménique nationale du 26 octobre 2022 pour les aumôniers et les personnes intéressées des Églises est organisée par les groupes spécialisés en soins palliatifs de la Conférence des évêques suisses (CES) et de l'Église évangélique réformée de Suisse (EERS).

Plus d'informations vous trouverez ici



[Translate to italienisch:]

Avviato il progetto pilota sugli abusi sessuali nella Chiesa. Risultati in autunno 2023.

Comunicato stampa della Conferenza dei CVS, della RKZ e della KOVOS del 5 aprile 2022

Con un progetto pilota la Chiesa cattolica in Svizzera si pone di fronte a un capitolo oscuro: su suo incarico un gruppo di ricerca dell’Università di Zurigo ha dato inizio alle indagini scientifiche sugli abusi sessuali nel contesto ecclesiale. Per questa ragione nei prossimi mesi saranno aperti anche gli archivi episcopali segreti. È quanto è stato reso noto il 4 aprile 2022 in occasione di una conferenza stampa tenutasi a Losanna.

La Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), la Conferenza cattolica romana della Svizzera (RKZ) e la Conferenza delle unioni degli ordini religiosi e delle altre comunità di vita consacrata in Svizzera (KOVOS) hanno affidato alle due professoresse Monika Dommann e Marietta Meier del Seminario storico dell’Università di Zurigo l’incarico di dirigere un progetto pilota. Nell’arco di un anno il gruppo di ricerca deve valutare le condizioni quadro per un’indagine storica sullo sfruttamento sessuale in ambito ecclesiale dalla seconda metà del XX secolo e costruire in tal modo la base per futuri progetti di ricerca. I risultati saranno presentati in autunno 2023.

Comunicato stampa delle committenti CVS, RKZ e KOVOS

Comunicato stampa del gruppo di ricerca, dichiarazioni delle incaricate e delle organizzazioni coinvolte, nonché ulteriori informazioni sul progetto: www.abusi-catt-info.ch
 

 



Volontariato

Nuova pubblicazione dell'Ufficio federale di statistica UST «il volontariato in Svizzera nel 2020»

Nel 2020, il 41% della popolazione residente permanente della Svizzera dai 15 anni in su ha dichiarato di aver svolto attività di volontariato (organizzato e/o informale) nelle ultime quattro settimane, una percentuale che corrisponde a circa tre milioni di persone. Hanno fornito in media 4,1 ore di volontariato alla settimana. Nel 2020, a causa delle misure sanitarie dovute alla COVID-19, l’accesso della popolazione al volontariato organizzato in associazioni e organizzazioni è stato limitato in maniera relativamente forte. Questa contrazione si osserva in tutte le fasce di età.

Il volontariato comprende attività non remunerate svolte presso un’organizzazione, un’associazione o un’istituzione pubblica (=volontariato organizzato) e prestazioni di aiuto non remunerate su iniziativa personale a persone che non vivono nella stessa economia domestica (=volontariato informale).

Il recente opuscolo «Il volontariato in Svizzera nel 2020» presenta dati di riferimento sul volontariato organizzato e informale fornito dalla popolazione residente permanente di 15 anni e più, informazioni supplementari concernenti la motivazione e il potenziale di reclutamento nonché le donazioni. L’opuscolo è stato realizzato dall’Ufficio federale di statistica in collaborazione con la Società svizzera di utilità pubblica.



«On le sait bien: ceux que l’on donne pour morts vivent encore longtemps!»

Evolution de l’effectif des fidèles au sein de l’Eglise catholique ces dix dernières années et perspectives d’avenir.

Où se dirige l’Eglise catholique romaine en Suisse s’agissant du nombre de ses membres si l’on s’en réfère aux tendances observées au cours des années passées  ? C’est à ces questions que l'Institut suisse de sociologie pastorale (SPI) à répondre dans sa dernière étude consacré à l’évolution de l’effectif des membres de l’institution ecclésiale.

Tout d’abord, un dicton se vérifie: « Ceux que l’on donne pour morts vivent encore longtemps. » Les chiffres et les pronostics établis pour l’Eglise catholique incitent à croire que l’effectif de ses membres demeurera assez stable au cours des dix prochaines années. Cependant, au vu de la diminution attendue de la part que représenteront les catholiques au sein d’une population globale en croissance, le soutien dont jouit l’Eglise au sein de la collectivité pourrait bien continuer à faiblir. A cela s’ajoute que l’impression de stabilité de l’Eglise catholique est trompeuse pour trois raisons:

  • Premièrement, les chiffres de la statistique ecclésiale mettent en évidence que les liens des membres avec l’Eglise se distendent et que la tendance à vouloir en sortir demeure forte.
  • Deuxièmement, on ignore si le phénomène migratoire tel qu’on l’a connu ces dernières années se perpétuera à l’avenir.
  • Troisièmement, le soutien accordé aux Eglises dans la population pourrait faiblir plus encore si la part que représentent leurs membres au sein d’une population en expansion continue à se réduire. Cela n’ira pas sans conséquence au niveau des attentes placées dans le rôle sociétal de l’Eglise. En outre, la part relative des membres de l’Eglise évangélique réformée au sein de la population a elle aussi diminué au cours des dernières décennies. Dès lors, le problème de la pertinence sociétale moindre commun aux deux Eglises pourrait apparaître de manière plus criante encore si l’on ne se limite pas à porter le regard uniquement sur l’évolution observée concernant la part des catholiques dans de la population résidante.

La statistique ecclésiale invite dès lors les deux grandes Eglises à examiner les choses de plus près et à agir.



In Svizzera la religione e la spiritualità stanno cambiando

Indagine sulle lingue, la religione e la cultura 2019 dell’Ufficio federale di statistica (UST)

Nel 2019, più del 70% della popolazione svizzera ha dichiarato di avere un’appartenenza religiosa. Un quarto della popolazione partecipa a una funzione religiosa collettiva più di cinque volte all’anno e la maggioranza della popolazione prega almeno una volta all’anno. Poco più dell’8% della popolazione dichiara di essere stato vittima di discriminazione a causa della sua appartenenza religiosa. Secondo l’indagine sulla lingua, la religione e la cultura, rispetto al 2014 l’importanza attribuita alla religione e alla spiritualità nell’educazione dei figli è diminuita.

Documenti:



Manifesto

©SRK, Susanne Goldschmied

per la promozione del volontariato in Svizzera

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Asile dans les églises

Document de référence avec des aides à la formation de l’opinion et pistes de réflexion.

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«JE SUIS FIÈRE DE MON ENGAGEMENT»

©benevol Schweiz

Le bénévolat permet l’impossible, mais il est possible de le valoriser

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