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Clarification sur les fausses déclarations concernant l'occupation des fonctions de direction au Katholisches Medienzentrum Zürich

Communiqué de presse de la CES et de la Conférence centrale du 10 juin 2024

Depuis un certain temps, des rapports contenant des informations erronées et des indiscrétions ont été publiés sur le désaccord de l'évêque des médias, Mgr Josef Stübi concernant la nomination d'Annalena Müller à une fonction de codirection du Kath. Medienzentrum Zürich. En accord avec la CES, cette approbation n'a pas été donnée parce que le comité de l'association Kath. Medienzentrum Zürich, responsable du choix des personnes à la direction, n'a pas tenu compte d'éléments essentiels de la procédure de candidature. L'approbation du choix pour le poste de direction et pour celui de la rédaction en chef – pour laquelle il ne s'agit d'ailleurs pas d'un "nihil obstat", comme on a pu le lire dans divers articles – est réglée dans le "Statut-cadre pour l'activité médiatique de l'Église catholique romaine en Suisse à l'échelon des régions linguistiques".

L'évêque des médias Mgr Josef Stübi a motivé oralement son désaccord avec le comité directeur le 8 mars 2024 et de manière détaillée par écrit le 19 mars 2024. Pour des raisons de protection des données et de la personnalité, aucune information supplémentaire ne peut être donnée à ce sujet. L'engagement d'Annalena Müller en tant que journaliste au Kath. Medienzentrum de Zürich n'a pas été remis en question par la CES et la Conférence centrale.


Pour plus d'informations:

Me Martin Wey, secrétaire général adjoint de la CES
martin.wey(at)bischoefe.ch ou 510 15 15

Sabine Stalder, secrétaire générale adjointe de la Conférence centrale
sabine.stalder(at)rkz.ch ou 044 266 12 03



[Translate to italienisch:] © Christoph Wider

Nouveaux membres du conseil d'administration pour un centre médiatique catholique diversifié

Communiqué de presse de la CES et de la Conférence centrale du 31 mai 2024

Après l'élection du nouveau directeur du Centre catholique des médias de Suisse alémanique kath.ch en avril 2024, le comité du Centre catholique des médias sera également élu lors de l'assemblée générale extraordinaire du 20 juin 2024. Les deux organisations cofinançant le projet, à savoir la Conférence des évêques suisses (CES) et la Conférence centrale catholique romaine (RKZ), ont réussi à convaincre des spécialistes chevronnés issus de différents domaines de présenter leur candidature, afin que le Centre des médias puisse continuer à se profiler comme une voix de poids au sein de l'Eglise catholique sous sa nouvelle direction. L'objectif est de pratiquer un journalisme indépendant et de qualité, qui mette en lumière de manière critique et équitable les zones de tension au sein de l'Eglise catholique.

Communiqué de presse du 31 mai 2024

 



Nuovo Servizio «Etica e società»

Comunicato stampa di CVS, della Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) e di Azione Quaresimale del 29 maggio 2024

La Conferenza dei vescovi svizzeri, la Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera e Azione Quaresimale creeranno, a partire dall'autunno di quest'anno, un Servizio comune chiamato «Etica e società». L'obiettivo di questo nuovo Servizio è di rafforzare la voce della Chiesa cattolica in Svizzera su temi di etica sociale, bioetica ed etica ambientale.

Il Servizio «Etica e società» si pronuncerà su importanti questioni etiche e fornirà consulenza alle istituzioni e alle organizzazioni ecclesiastiche. Inoltre si occuperà di elaborare informazioni di base, rapporti per la presa di decisioni, dichiarazioni e prese di posizione sulle votazioni e sui referendum imminenti.

Il team del nuovo Servizio si dedicherà alla creazione di contatti a livello nazionale e internazionale e allo sviluppo di opportunità di dialogo ed eventi. Il Servizio sarà gestito a livello strategico da un comitato direttivo composto da rappresentanti delle tre organizzazioni sostenitrici e integrato dai presidenti delle commissioni "Bioetica" e "Giustizia e Pace". Il comitato direttivo si costituirà nel secondo trimestre del 2024 e definirà le future priorità tematiche.  

Le organizzazioni sostenitrici e il Servizio desiderano rafforzare congiuntamente la propria presenza pubblica a livello etico-sociale attraverso pubblicazioni, pubbliche relazioni e programmi educativi.  L'etica sociale contribuisce a costruire un mondo in cui la dignità umana, la libertà e il pianeta siano presi in considerazione, in quanto, identificando i contesti sociali, descrivendo le sfide e sollevando interrogativi, dà indicazioni su questioni di giustizia, responsabilità, sostenibilità, solidarietà e sussidiarietà.


Per maggiori informazioni contatti:

Davide Pesenti, segretario generale della CVS
026 510 15 15, davide.pesenti(at)bischoefe.ch

Urs Brosi, segretario generale della RKZ
044 266 12 00, urs.brosi(at)rkz.ch

Helena Jeppesen, Responsabile delle cooperazioni Svizzera di Azione Quaresimale
041 227 59 88, jeppesen(at)fastenaktion.ch



Misure contro gli abusi e il relativo occultamento

Primi risultati intermedi: importanti collaborazioni e chiarimenti relativi alle misure decise nel settembre 2023

In futuro le vittime di abusi sessuali riceveranno consulenza professionale e indipendente su tutto il territorio nazionale, i colpevoli saranno giudicati, si dovranno ridurre al minimo i rischi di ulteriori abusi a tutti i livelli delle istituzioni e ne dovrà essere impedito l’occultamento.

Il 27 maggio 2024 le tre istituzioni ecclesiastiche nazionali della Svizzera – CVS, RKZ e KOVOS hanno pubblicato un rapporto intermedio per informare sullo stato dei lavori.

  1. In futuro la consulenza indipendente alle vittime dovrà essere fornita esclusivamente da uffici di consulenza dedicati e riconosciuti a livello statale. Le strutture di segnalazione e gestione dei casi interne alla Chiesa saranno esaminate insieme a specialisti esterni e ulteriormente sviluppate.
  2. Colloqui psicologici esterni garantiranno in futuro che solo coloro che saranno ritenuti idonei potranno svolgere il lavoro pastorale a contatto con le persone.
  3. Saranno introdotti standard nazionali uniformi per gestire i fascicoli personali e trasmettere informazioni rilevanti sui collaboratori ecclesiastici, per impedire ad esempio il trasferimento di persone che hanno avuto comportamenti illeciti.
  4. La rielaborazione scientifica proseguirà, nuovamente in collaborazione con il Seminario storico dell’Università di Zurigo. II risultati saranno presentati nel 2027.
  5. I membri delle tre committenti si impegnano a non distruggere più alcun documento esistente relativo ai casi di abusi o a documentarne la gestione.
  6. Un tribunale ecclesiastico nazionale garantirà la giurisprudenza unitaria in tutte le diocesi svizzere. Le vittime beneficeranno di diritti processuali. Inoltre il tribunale sarà costituito anche da anche giuristi esterni alla Chiesa.

Stato attuale del progetto Rielaborazione degli abusi sessuali in Svizzera

Scheda informativa sullo stato dell’attuazione delle misure



La Chiesa cattolica in Svizzera crea una commissione nazionale per la sinodalità

Comunicato stampa di CVS e della Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) del 10 aprile 2024

La Chiesa cattolica in Svizzera sta creando una “Commissione sinodalità” con lo scopo di raggiungere una maggiore partecipazione e comunione nell'adempimento della sua missione. Questo nuovo organismo sarà istituito per un periodo di prova limitato a cinque anni, durante il quale sperimenterà forme di decisione sinodale a livello nazionale.

Ispirata dalla spinta data da Papa Francesco a partire dal 2021, anche la Chiesa cattolica in Svizzera promuoverà la sinodalità come stile ecclesiale per i processi decisionali. L'approccio spirituale consiste nel combinare l'ascolto dello Spirito Santo con l'ascolto delle persone. I ministri della Chiesa e i fedeli desiderano, in maniera congiunta, fare ulteriormente luce sul significato del Vangelo e renderlo ancora più fruttuoso per la missione della Chiesa.

La Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) e la Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) garantiscono insieme le condizioni quadro per questa fase di prova sinodale. Queste due istituzioni hanno adottato degli statuti che permetteranno alla “Commissione sinodalità” di svolgere il suo mandato e di assumere una responsabilità strategica. La CVS e la RKZ finanziano il nuovo organismo e la sua gestione, che sarà affidata all'Istituto svizzero di sociologia pastorale (SPI) di San Gallo.

La “Commissione sinodalità” sarà composta da trenta membri che rappresenteranno le diverse regioni linguistiche, le organizzazioni dei giovani e degli adulti, i migranti, gli ordini religiosi, la teologia scientifica e la liturgia, nonché i diversi settori della pastorale. L'attuale Commissione pastorale della Conferenza dei vescovi svizzeri sarà integrata nella nuova commissione. I membri saranno nominati dal CVS nel corso dell'anno.

Un ufficio composto da cinque membri preparerà le pratiche e attuerà i mandati della suddetta commissione.

La “Commissione sinodalità” ha diversi compiti:

  • organizzare il processo sinodale a livello nazionale come parte della fase sperimentale e valutare le esperienze;
  • seguire il processo sinodale della Chiesa universale e metterlo in atto in Svizzera;
  • facilitare la comprensione reciproca delle diverse visioni della sinodalità e le diverse esperienze della sua attuazione nelle diocesi, nelle aree linguistiche e nella diversità post-migratoria;
  • sviluppare e testare formati appropriati per la consultazione sinodale e il processo decisionale;
  • elaborare priorità per il rinnovamento della Chiesa cattolica in Svizzera, con raccomandazioni sui possibili passi da compiere da parte del CVS, della Conferenza centrale e di altri organismi;
  • organizzare una giornata annuale di riflessione con la CVS, la Presidenza della Conferenza centrale e altri gruppi per riflettere insieme sullo stato e sulle prospettive della fase sperimentale sinodale.

Per maggiori informazioni contatti:

Julia Moreno, responsabile del Servizio di comunicazione della CVS
026 510 15 25, julia.moreno@eveques.ch

Urs Brosi, segretario generale della RKZ  
044 266 12 00, urs.brosi@rkz.ch



La Conférence centrale approuve les objectifs fixés par la présidence en matière de lutte contre les abus

Communiqué de presse concernant l’assemblée plénière de la Conférence centrale des 1er et 2 décembre 2023 à Zurich

Lors de son assemblée plénière des 1er et 2 décembre 2023 à Zurich, la Conférence centrale catholique romaine de Suisse (Conférence centrale) a procédé aux élections de renouvellement pour 2024-2025. Les délégué-e-s ont abordé en détail les suites du rapport du projet pilote sur l’histoire des abus sexuels au sein de l’Eglise catholique publié en septembre 2023. Ils ont alloué deux crédits supplémentaires à cette cause et ont soutenu les demandes formulées par la présidence en fixant des objectifs pour la mise en œuvre commune des mesures, sans toutefois les lier à des conséquences financières.

Communiqué de presse du 5 décembre 2023

 



Roland Loos devient le nouveau président de la Conférence centrale

Communiqué du 2 décembre 2023

L'entrepreneur Roland Loos a été élu président de la Conférence centrale catholique romaine de Suisse (RKZ) par les délégués des 26 organisations ecclésiastiques cantonales lors de l'assemblée plénière des 1er et 2 décembre 2023.

Roland Loos (62 ans) succédera le 1er janvier 2024 à la conseillère synodale lucernoise Renata Asal-Steger, qui n'a pas pu se représenter après deux mandats. Il est seulement le deuxième Romand dans l'histoire de la Conférence centrale à avoir l'honneur de représenter à l'échelon national le volet de droit public ecclésiastique de la structure duale de l'Eglise.

Roland Loos est originaire du Luxembourg, d'une culture à la fois germanique et latine. Pour ses études d'électrotechnique, il est parti en 1980 à l'EPF-Lausanne et habite depuis en Suisse romande. Sur le plan professionnel, cet entrepreneur passionné par l'espace s'est intéressé à la technologie des satellites et a été cofondateur et directeur d'une société de télécommunications par satellite. Depuis 2016, il est CEO de SolarStratos.

Roland Loos n'est pas seulement un scout passionné, il s'engage également dans des causes environnementales et dans des projets de coopération au développement avec l'Afrique de l'Ouest. Depuis 10 ans, il est membre du comité de la Fédération ecclésiastique catholique romaine du canton de Vaud (FEDEC-VD), où il a été élu vice-président en 2018. Depuis 2016, il représente la FEDEC-VD au niveau national au sein de la Conférence centrale. En 2017, il a été élu à la présidence de la Conférence centrale et en 2018 vice-président.

Parmi les défis qu'il devra relever à l'avenir en tant que président de la Conférence centrale, Roland Loos mentionne le suivi de l’étude sur les abus sexuels, deuxièmement le financement à long terme des tâches de l'Eglise et, troisièmement, le chemin synodal.

Curriculum vitae de Roland Loos

Quelle confiance peut-on accorder aux évêques? Interview de Roland Loos

Plus d'informations



Pierre Cornu e Brigitte Tag collaboreranno nell’indagine previa canonica

Comunicato stampa di della Diocesi di Coira e della Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) del 10 novembre 2023

Pierre Cornu, giudice cantonale di Neuchâtel, e Brigitte Tag, professoressa di diritto penale e di diritto processuale penale all'Università di Zurigo, sosterranno per conto della Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) il vescovo Joseph Maria Bonnemain nell'indagine previa canonica in corso.

Nel giugno 2023, il vescovo Joseph Maria Bonnemain è stato incaricato dal Dicastero per i vescovi a Roma di condurre un'indagine previa su possibili omissioni di denuncia da parte di altri tre membri della Conferenza dei Vescovi Svizzeri (CVS) e su presunte molestie sessuali da parte di un quarto membro della CVS. Quando la notizia fu resa pubblica a settembre, la Presidenza della RKZ dichiarò di voler coinvolgere esperti indipen-denti nell'indagine previa, al fine di garantire la credibilità di questo mandato presso l’opinione pubblica.

Il vescovo di Coira e la Presidenza della RKZ hanno recentemente raggiunto un accordo su due esperti e sul quadro del loro coinvolgimento. Mons. Bonnemain sarà quindi affiancato da un esperto della Svizzera tedesca e da uno della Svizzera francese.

Brigitte Tag e Pierre Cornu, insieme al vescovo Bonnemain, analizzeranno i risultati ottenuti, i documenti raccolti e i colloqui e le indagini svolte in vista di un eventuale completamento dei lavori in corso. Insieme al vescovo Bonnemain, poteranno a termine l'indagine previa e sosterranno lo stesso nella stesura del rapporto finale. Il vescovo Bonnemain avrà la responsabilità finale del rapporto conclusivo. Spetterà poi al Dicastero per i vescovi della Sede Apostolica decidere se imporre misure disciplinari o avviare un processo penale ecclesiastico contro qualcuno dei quattro membri della Conferenza dei Vescovi Svizzeri.

Pierre Cornu e Brigitte Tag - come di consueto nelle indagini preliminari – non commenteranno pubblicamente lo svolgimento e il contenuto dell’indagine previa. Secondo la RKZ, il loro coinvolgimento è essenziale per la credibilità pubblica. Con la loro competenza in materia penale e la loro visione esterna indipendente rafforzano la fiducia nella correttezza dell’indagine previa canonica.

Informazioni su Pierre Cornu
Informazioni su Brigitte Tag

Per ulteriori informazioni:



Sabine Stalder nommée secrétaire générale adjointe de la Conférence centrale

Communiqé du 29 septembre 2023

Sabine Stalder (51 ans) occupera le nouveau poste de secrétaire générale adjointe de la Conférence centrale catholique romaine de Suisse à partir du 1er février 2024.

Sabine Stalder a étudié l’architecture à Augsburg et travaille depuis 20 ans comme conseillère aux maîtres d’ouvrage dans un grand bureau d’ingénieurs suisse. Parallèlement à son métier et à son rôle de mère de cinq enfants, elle a étudié la théologie à l’Institut de formation en théologie pastorale à Zurich (TBI) pendant quatre ans. Accessoirement, elle est engagée à titre bénévole dans l’Eglise depuis de nombreuses années ; elle a lancé et organisé des manifestations paroissiales et participé à la mise en place d’une fraternité laïque dominicaine à Zurich. Grâce à son expérience dans l’économie privée, elle dispose de compétences dans les domaines de la direction de projet, de la responsabilité des coûts et de la diplomatie. Elle possède également des connaissances très détaillées de l’Eglise catholique et est animée par une profonde volonté de s’engager pour cette Eglise.

La présidence de la Conférence centrale a le plaisir de pouvoir compter sur Sabine Stalder pour renforcer la petite équipe du secrétariat général à Zurich. En mars 2021, l’assemblée plénière de la Conférence centrale avait approuvé l’ouverture d’un quatrième poste pour le secrétariat général, soit au total 3,4 personnes en équivalents plein temps. Cette augmentation permet, d’une part, d’assurer la suppléance du secrétaire général, et d’autre part, de tenir compte du développement des domaines de tâches.

La Conférence centrale est l’organisation faîtière nationale des corporations cantonales catholiques (généralement appelées Eglises cantonales). Elle finance la Conférence des évêques suisses (CES) et, sur la base de contrats de prestations, env. 40 organisations ecclésiales qui œuvrent soit sur le plan national, soit pour l’une des régions linguistiques.  Les décisions de financement sont prises au sein d’organismes qui se composent à parts égales de membres de la Conférence des évêques et de la Conférence centrale ; la Conférence centrale assume essentiellement la direction des organismes paritaires.

Sabine Stalder mettra l’accent sur la direction dans le domaine du cofinancement CES | Conférence centrale. Elle déchargera de ce fait le secrétaire général, qui pourra ainsi davantage se concentrer sur les projets en cours entre la Conférence des évêques, la Conférence centrale et d’autres partenaires.

Curriculum vitae de Sabine Stalder

 



Quatre revendications de la Conférence centrale pour des mesures structurelles

Communiqué de la présidence de la Conférence centrale du 29 septembre 2023

La Conférence centrale catholique romaine de Suisse (Conférence centrale) est l’organisation faîtière nationale des corporations cantonales catholiques (généralement appelées Eglises cantonales). Elle finance notamment la Conférence des évêques suisses (CES).

Le personnel ecclésiastique est engagé auprès des paroisses, des communes ecclésiastiques et des Eglises cantonales. C’est la raison pour laquelle la Conférence centrale considère qu’elle-même, les Eglises cantonales, les paroisses et les communes ecclésiastiques sont coresponsables de la prévention mais aussi de l’intervention en cas d’abus sexuels dans le contexte ecclésial :

  • Les autorités employeuses sont responsables, conjointement avec les responsables pastoraux, de protéger les enfants, les jeunes et les adultes dans le contexte de l’Eglise. Les responsables doivent par conséquent sélectionner minutieusement leur personnel et clarifier rapidement et avec professionnalisme toute annonce d’abus.
  • En tant qu’employeuses, les paroisses, les communes ecclésiastiques et les Eglises nationales sont soumises au devoir de sollicitude envers leur personnel. Cela implique de protéger du soupçon généralisé le grand nombre de collaborateurs et de collaboratrices qui n’ont rien à se reprocher. Il faut en revanche demander des comptes à la part minoritaire qui abuse de son pouvoir et enfreint les limites. Une culture du non-dit et de la dissimulation jette le discrédit sur l’ensemble du personnel, en particulier les prêtres.

Les résultats du projet pilote sur les abus sexuels ont été présentés le 12 septembre lors d’une conférence de presse à l’Université de Zurich. La Conférence centrale était présente aux côtés de la Conférence des évêques suisses (CES) et de la Conférence des Unions des ordres et des autres communautés de vie consacrée en Suisse (KOVOS).

Ces derniers jours, de nouvelles révélations dans les médias ainsi que des déclarations d’évêques ont toutefois fait naître la conviction dans de larges cercles de l’Eglise – et aussi au sein de la présidence de la Conférence centrale – que le changement de culture dans les ordinariats n’a pas suffisamment réussi. La confiance d’aboutir en temps utile à une amélioration significative de la situation a été ébranlée.

La présidence de la Conférence centrale a par conséquent formulé quatre revendications dont elle attend une amélioration de la situation. Ses revendications portent non seulement sur un changement de culture, mais aussi sur des changements structurels. Il s’agit de contrôler et de limiter le pouvoir. Dans une certaine mesure, ces revendications éraflent le système du droit canon en place. Du point de vue de la Conférence centrale, la crise ne peut pas être résolue si tout le monde attend, conformément au système, que « Rome » modifie le droit canon. Pour avancer sur le plan suisse, toutefois, les revendications laissent de côté les points (malheureusement) non négociables pour l’Eglise universelle.

1. Un-e expert-e externe pour soutenir l’évêque Joseph

L’évêque Joseph Maria Bonnemain est chargé par le Dicastère romain pour les Evêques de procéder à l’examen préalable de quatre membres de la Conférence des évêques suisses puis d’envoyer le rapport correspondant à Rome. Trois de ces évêques doivent faire l’objet d’une enquête pour savoir s’ils ont manqué à l’obligation d’annoncer des cas d’abus sexuels sur mineur-e-s ; ces cas doivent être signalés depuis 2001 au Dicastère pour la Doctrine de la Foi à Rome. En cas de violation de cette obligation, on peut supposer qu’il y a eu dissimulation.

Le fait qu’un évêque soit chargé d’enquêter sur ses confrères pose un problème de crédibilité en ce qui concerne la partialité et la séparation des pouvoirs.

La présidence de la Conférence centrale propose que l’évêque Joseph Maria Bonnemain soit épaulé par une personne indépendante spécialisée dans les enquêtes liées à des procédures pénales. Celle-ci devra mener les investigations avec lui.

La ou le spécialiste externe ne fournira aucun renseignement au public sur les résultats de l’enquête, mais expliquera dans un rapport à l’attention de la Conférence centrale si la collaboration avec l’évêque Joseph s’est bien déroulée et si le rapport final de ce dernier reflète fidèlement les résultats de l’enquête. D’une part, la personne externe aidera à réaliser l’enquête de manière compétente et, d’autre part, elle sera la garante vis-à-vis du public que l’enquête préliminaire aura été menée sérieusement.

Selon le droit canon, le responsable de l’enquête mandaté par Rome peut sélectionner des personnes compétentes pour le soutenir dans son travail (Pape François, Motu proprio Vos estis Lux mundi du 25 mars 2023, article 14). La demande de la Conférence centrale a ceci de particulier que c’est elle qui choisit la personne experte, et que celle-ci ne se contente pas de servir l’évêque, mais doit aussi assumer une coresponsabilité dans la conduite de la procédure et, au terme de cette dernière, rendre compte de leur collaboration.

La mesure ne peut pas garantir la transparence publique de la procédure. Une fois sa décision prise, il appartient au Dicastère pour les Evêques d’expliquer, sous une forme au moins sommaire, quels membres de la CES sont considérés comme coupables ou innocents, et pour quelles raisons.

2. Fonction de contrôle du service de signalement indépendant

La CES, la Conférence centrale et la KOVOS veulent instituer un service de signalement pour les cas d’abus. Les associations des personnes concernées d'abus le demandent depuis longtemps.

La présidence de la Conférence centrale souhaite que ce service ne se contente pas de réceptionner et de transférer les annonces, mais qu’il exerce aussi une fonction de contrôle sur la suite de la procédure.

Cela signifie que les responsables du personnel des ordinariats, des paroisses et des communes ecclésiastiques doivent leur communiquer s’ils ont porté plainte auprès de la police et quelles mesures ils ont prises. Si le service de signalement ne reçoit aucune information ou s’il a de sérieux doutes quant au bon fonctionnement de la procédure, il dispose d’un droit d’intervention auprès des instances compétentes et peut, en cas d’urgence, s’adresser au Conseil de coopération CES|RKZ.

Un cas décrit dans l’étude (p. 96 à 100) qui s’est produit au sein du diocèses de Saint-Gall montre la difficulté lorsque des organismes spécialisés et des services de signalement ne peuvent émettre que des recommandations non contraignantes. L’étude résume : « Dans ce cas, il est particulièrement grave que, malgré l’insistance répétée de l’organisme spécialisé diocésain et national, aucune mesure n’ait été prise pendant des années, alors même que les accusations avaient été émises à plusieurs reprises et qu’elles étaient devenues plus concrètes et vérifiables. » (p. 99). La présidence souhaite empêcher qu’un tel agissement soit possible lorsque des signalements seront remis au futur service indépendant.

3. Institution d’un tribunal pénal avec la participation de la Conférence centrale

L’Etat est compétent pour punir les crimes et les délits. Les instances ecclésiastiques sont libres de décider si elles souhaitent mettre fin au rapport de travail avec une personne condamnée qui est au service de l’Eglise, et si elles souhaitent limiter (suspension) les fonctions sacerdotales d’un prêtre ayant commis un délit ou le renvoyer de l’état clérical. Pour la suspension ou le renvoi de l’état clérical, il faut une procédure pénale ecclésiastique (comparable à une procédure disciplinaire), pour laquelle l’Eglise dispose de ses propres tribunaux.

Compte tenu de l’absence de séparation des pouvoirs, l’Eglise ne possède pas de justice indépendante de l’exécutif.  La question de savoir si un signalement d’abus conduit à une enquête préliminaire de l’Eglise et si une enquête préliminaire aboutit à une accusation de l’Eglise relève de manière générale de la compétence décisionnelle de l’évêque ; dans les cas d’abus sexuels sur des mineur-e-s, c’est le Dicastère pour la Doctrine de la Foi qui tranche. Selon les normes romaines en vigueur, seuls des prêtres peuvent être désignés comme accusateurs et juges dans les procédures pénales contre des prêtres. Des exceptions sont possibles dans des cas justifiés et avec l’autorisation de Rome.

La France et l’Allemagne tentent actuellement une solution consistant à créer des tribunaux pénaux ecclésiastiques interdiocésains (selon canon 1423 CIC). Ainsi, d’une part, la procédure se déroule à distance de l’évêque compétent, ce qui permet une certaine séparation des pouvoirs, et d’autre part, il est possible de développer plus de compétence professionnelle dans le domaine des enquêtes, du droit pénal et du droit de procédure pénale dans ces tribunaux pénaux spécialisés.

La présidence de la Conférence centrale demande la création, pour les diocèses suisses, d’un tribunal interdiocésain compétent en matière de procédures pénales ecclésiastiques. Celui-ci doit être placé sous la responsabilité commune de la CES et de la Conférence centrale, de sorte que la Conférence centrale soit impliquée dans l’élection et l’attribution des mandats aux juges.

La Conférence centrale veut éviter que seuls des prêtres enquêtent sur des prêtres et les jugent. Pour le bien des victimes, il est indispensable que non seulement des femmes et des personnes vivant en famille, mais aussi des spécialistes en psychologie et en droit soient impliqués dans cette enquête et dans l’application du droit. En outre, il faut prévoir la possibilité pour les victimes de participer au procès en tant que demandeuses au civil (en analogie à l’art. 118 CPP) et de bénéficier ainsi de droits procéduraux plus importants.

4. La vie de couple est une affaire privée

Les actes homosexuels ont été dépénalisés en Suisse en 1942 et les interdictions de concubinage existant dans certains cantons ont été levées durant la deuxième moitié du XXe siècle. Depuis 2022, il est possible de se marier avec une personne de même sexe. Depuis plusieurs décennies, la morale sexuelle catholique n’est donc plus déterminante socialement. Pourtant, la direction de l’Eglise tente encore d’imposer à son personnel chargé de l’annonce de l’Evangile de vivre sous une forme reconnue par le droit canonique, c.-à-d. célibataire, marié à l’Eglise ou veuf. En revanche, les personnes divorcées et remariées, vivant en partenariat hors mariage ou homosexuel, ne reçoivent pas officiellement de mandat épiscopal. Dans certains cas, un mode de vie non autorisé par l’Eglise conduit à un licenciement, mais généralement plutôt à une vie de couple cachée. Un changement serait essentiel d’une part pour les aumônières et les aumôniers concernés et d’autre part dans le contexte de la prévention, car la morale sexuelle rigide et homophobe est l’une des causes systémiques pour les abus sexuels au sein de l’Eglise catholique.

En novembre 2022, les évêques allemands ont approuvé une modification du règlement fondamental régissant les conditions de travail au sein de l’Eglise. Le passage concerné est désormais formulé comme suit : « Le cœur de la sphère privée, en particulier la vie affective et la sphère intime, échappe à toute appréciation juridique. Les exigences particulières de l’Eglise à l’égard des clercs, des candidats à l’ordination, des membres de communautés religieuses ainsi que des personnes au noviciat ou en postulat ne sont pas affectées. » (art. 7 al. 2 phrases 3 et 4 GO.)

La présidence de la Conférence centrale souhaite que les évêques suisses reconnaissent, au même titre que leurs collègues allemands, que la vie de couple – à l’exception des personnes astreintes au célibat – n’a aucune incidence sur l’engagement ou le licenciement.

 

La présidence de la Conférence centrale a déjà adopté la première revendication en raison de son caractère urgent et engagé une procédure de consultation auprès des Eglises nationales pour les revendications 2 à 4. Début décembre, l’assemblée plénière de la Conférence centrale devra décider si elle soutient les revendications sous cette forme ou sous une forme modifiée. Elle devra également s’interroger si la Conférence centrale doit faire intervenir son levier financier et revoir son soutien pécuniaire à la Conférence des évêques au cas où les discussions avec les évêques se soldent par un échec.

Renata Asal-Steger, Présidente

Urs Brosi, Secrétaire général

 



Osservare e ascoltare. Riconoscere e affrontare le lacune e i rischi sistemici, punire gli abusi e impedirne l’occultamento.

Comunicato stampa di CVS/RKZ/KOVOS del 12 settembre 2023

Il progetto pilota sugli abusi sessuali nel contesto della Chiesa cattolica romana in Svizzera ha portato alla luce documenti custoditi negli archivi ecclesiastici e dichiarazioni scaturite dai colloqui con le vittime che rivelano la portata degli atti perpetrati e la grande sofferenza delle vittime. Al contempo, i risultati mostrano gli errori umani e i comportamenti negligenti e irresponsabili, nonché il fallimento delle istituzioni ecclesiastiche, i cui dirigenti hanno occultato gli abusi causando ulteriori vittime. I responsabili hanno esitato a lungo prima di confrontarsi con questa colpa e assumersi la grande corresponsabilità per i crimini, le cui conseguenze sono pagate dalle vittime spesso per tutta la vita. Il progetto pilota e il successivo progetto scientifico 2024-2026 già definito segnano l’inizio di una rielaborazione a livello nazionale, destinata a durare anni. Inoltre, le persone responsabili all’interno della Chiesa hanno definito nuove misure per ridurre i rischi di ulteriori abusi e impedirne l’occultamento.

Comunicato stampa SBK, RKZ e KOVOS del 12 settembre 2023

Dichiarazione RKZ

Rapporto finale sul progetto pilota

Altri documenti multimediali



La Conférence centrale rend la synodalité possible au niveau national

Communiqué de presse concernant l’assemblée plénière de la Conférence centrale des 23 et 24 juin 2023 à Fischingen (TG)

La Conférence centrale catholique romaine de Suisse (RKZ) approuve un crédit de CHF 140'000 par an pour la création, en collaboration avec la Conférence des évêques, d'une commission de synodalité à l'échelon national. Elle lie cela à l’attente que le processus synodal portera également ses fruits en Suisse.

Communiqué de presse du 5 juillet 2023



©byrev_pixabay

Il finanziamento è garantito: la ricerca storica indipendente sugli abusi sessuali verrà approfondita

Comunicato stampa di CVS/RKZ/KOVOS del 28 giugno 2023

Il 12 settembre 2023 saranno presentati i risultati del progetto pilota 2022-2023 sulla storia dello sfruttamento sessuale nell’ambito della Chiesa cattolica romana in Svizzera dalla seconda metà del XX secolo. In questa occasione saranno illustrati anche gli obiettivi di ricerca e le conclusioni per il progetto successivo. Consapevoli della loro responsabilità comune, la CVS, la KOVOS e la RKZ hanno convenuto di proseguire la loro collaborazione e di affidare all’Università di Zurigo l’incarico di realizzare un ulteriore progetto di ricerca 2024-2026. Sono ora disponibili le decisioni formali di tutte e tre le committenti che garantiscono il finanziamento.

Comunicato stampa del 28 giugno 2023

Ulteriori informazioni

Sito web delle committenti del progetto: www.abusi-catt-info.ch/
Sito web delle incaricate del progetto: www.abusocontestoecclesiale.ch/



La Conférence centrale poursuit son engagement au sein du Forum politique Berne

Communiqué de presse concernant l’assemblée plénière de la Conférence centrale des 24 et 25 mars 2023 à Einsiedeln

Membre de la Conférence centrale depuis seulement quatre ans, l’Eglise catholique romaine schwytzoise a pour la première fois invité l’assemblée plénière à siéger dans son canton. Les délégué-e-s ont tenu leur séance de printemps les 24 et 25 mars 2023 à Einsiedeln. A cette occasion, le Père-Abbé Urban Federer et la prieure Irene Gassmann sont venus parler des défis auxquels sont actuellement confrontées les abbayes. La Conférence centrale a décidé de prolonger de deux ans son engagement au sein du Forum politique Berne.

Communiqué de presse du 31 mars 2023

 



Passage de témoin à la Conférence centrale : de Daniel Kosch à Urs Brosi

Communiqué de presse du 1er décembre 2022

Le 1er décembre 2022, Urs Brosi a succédé à Daniel Kosch au poste de secrétaire général de la Conférence centrale.

Urs Brosi a été élu secrétaire général le 26 mars 2022 par l'assemblée plénière de la Conférence centrale catholique romaine de Suisse (RKZ). En octobre 2022, il a mis un terme à son activité actuelle de secrétaire général de l'Eglise nationale catholique du canton de Thurgovie. Durant le mois écoulé, il a été introduit dans sa fonction par Daniel Kosch afin d'assurer une bonne transmission des multiples dossiers thématiques.

Comme prévu, Daniel Kosch a cessé son activité le 30 novembre 2022 et a transmis la responsabilité à Urs Brosi. Il mènera encore à bien trois tâches délimitées pendant quelques mois.

Lors de l'assemblée plénière de la Conférence centrale qui s'est tenue à Versoix (GE) les 25 et 26 novembre 2022, les délégués des Eglises cantonales ont fait ses adieux à Daniel Kosch par une standing ovation. Dans le cadre d'une cérémonie à Zurich le 29 novembre 2022, il a pu prendre congé de nombreuses personnes avec lesquelles il a cheminé de manière particulièrement intense durant les 21 années de son activité.

La présidence souhaite une cordiale bienvenue à Urs Brosi en tant que nouveau secrétaire général de la Conférence centrale et lui adresse ses meilleurs vœux de joie, de succès et de force pour la tâche lourde de responsabilités qui l'attend.

Renata Asal-Steger
Présidente de la Conférence centrale catholique romaine



La Conférence centrale fait ses adieux à Daniel Kosch

Communiqué de presse concernant l’assemblée plénière de la Conférence centrale des 25 et 26 novembre 2022 à Versoix (GE)

En 2023, la Conférence centrale soutiendra 40 organisations ecclésiales et treize missions allophones à hauteur de 8’890’000 francs au total. Cette décision a été prise par l’assemblée plénière de la Conférence centrale des 25 et 26 novembre 2022 à Versoix (GE). La Conférence centrale a fait ses adieux à son secrétaire général en lui présentant toute son estime et sa reconnaissance. Daniel Kosch s’est dévoué inlassablement pendant 21 ans pour l’Eglise catholique sur le plan national. Il était « Monsieur Conférence centrale », ou même le « Léonard de Vinci du système dual ».

Communiqué de presse du 30 novembre 2022

Daniel Kosch fait ses adieux avec quatre vœux



Le temps presse – exigence et défi du changement climatique

Communiqué de presse concernant RKZ Focus du 5 septembre 2022 à Berne

Des impulsions concrètes pour s’engager avec crédibilité et détermination en faveur du développement durable : telle était la mission que la Conférence centrale s’était donnée pour la rencontre nationale de réseautage 2022. Au cours de différents ateliers, des décideuses et décideurs et des responsables de projet issus de l’économie, de la politique et de l’Eglise ont partagé leurs expériences avec la centaine de participant-e-s. Il en est ressorti un bilan unanime : comme les organisations ecclésiastiques for-ment une communauté sous l’égide de la Conférence centrale et agissent au-delà des frontières canto-nales, elles peuvent décupler les forces. Ce potentiel doit être encore mieux exploité à l’avenir.

Communiqué de presse du 14 septembre 2022

Documentation au sujet des ateliers, des impulsions concrètes et à la presentation de Martine Rebetez



Que ressentez-vous pour l’Eglise ? Une approche œcuménique unique pour le Jeûne fédéral

Communiqué de presse du 13 septembre 2022

Quelle est la position des Suissesses et des Suisses à l’égard de I’Eglise ? Pourquoi et comment croient-ils ? Un supplément de la Schweizer Illustrierte et de l’Illustré se penche sur ces questions à l’occasion de la Journée fédérale de repentance et de jeûne, porté conjointement par les deux grandes Eglises nationales. Des personnalités de toute la Suisse témoignent du rôle que joue l’Eglise dans leur vie. 

Claude-Inga Barbey, Daniel Koch, Jean-François Steiert. Trois personnalités représentant les nombreuses figures de l’économie, de la politique, de la culture et de la société répondent à la question épineuse « Pourquoi l’Eglise ? » du supplément du même nom. L’ancien conseiller fédéral Pascal Couchepin et Rita Famos, présidente de l’Eglise évangélique réformée de Suisse, cherchent dans une grande interview les points de convergence entre l’Eglise et l’Etat.

Christina Aus der Au, présidente du Conseil synodal de l’Eglise réformée de Thurgovie et Laure-Christine Grandjean, chancelière du diocèse de Lausanne-Genève-Fribourg, révèlent ce que prier signifie pour elles. Le cahier spécial fournit en outre des réponses communes et spécifiques aux réformés et aux catholiques sur des questions religieuses. Il en résulte une publication riche et colorée. Elle laisse entrevoir le lien du cœur de Suissesses et de Suisses avec l’Eglise. La conception rédactionnelle a été réalisée par l’Illustré et, en Suisse alémanique, par la Schweizer Illustrierte. La Conférence centrale catholique romaine et l’Eglise évangélique réformée de Suisse ont collaboré à ce projet par-delà les frontières linguistiques, sur le plan des idées, des finances et du personnel.  

Hella Hoppe, Eglise évangélique réformée de Suisse
Daniel Kosch, Conférence centrale catholique romaine
Werner De Schepper, auteur, l’Illustré


Contact

Conférence centrale catholique romaine, T +41 44 266 12 01, daniel.kosch@rkz.ch 

Eglise évanglique réformée de Suisse, T +41 31 370 25 57, dominic.waegli@evref.ch

L’Illustré, T +41 79 668 15 41, werner.de.schepper(at)schweizer-illustrierte.ch



Arriva catt+ l’app di informazione sulla Chiesa in Svizzera e nella Svizzera italiana

Comunicato stampa di catt+ dell 22 agosto 2022

È online dal 22 agosto 2022 una novità prodotta dai Centri Media cattolici della Svizzera con sede a Zurigo, Losanna e Lugano: l'app "catt+" disponibile per i dispositivi Android e iOS. "catt+" completa l'accessibilità alle informazioni religiose e cattoliche offerte dalle tre redazioni. In particolare, quelle per la lingua italiana realizzate dalla nostra redazione di ComEC con l'inserto catholica nel Corriere del Ticino, le trasmissioni Strada Regina e Chiese in diretta realizzate in partenariato con la RSI, il canale youtube catt_ch e il portale catt.ch con i suoi social.

Qui il link per scaricarla: https://www.catt.ch/app-cattolica-per-la-svizzera-catt-news-play/

Cosa offre catt+?

catt+ è più semplice: per avere le ultime notizie sulla Chiesa nella Svizzera italiana, nel resto della Svizzera e nel mondo, tutto quello che devi fare è scaricare da app playstore sul tuo smartphone (telefonino) questa nuova applicazione.

catt+ è più completa: a memoria, conoscete gli indirizzi di tutti i siti web cattolici della Svizzera? Certamente no! Da qui l'interesse di trovarli in un unico spazio, insieme alle ultime notizie riguardanti papa Francesco e la Chiesa nella Svizzera italiana e nel mondo.

catt+ è più flessibile: ti offrirà un'esperienza di navigazione più facile da usare di quanto possa fare l'attuale sito catt.ch. Sarà più personalizzabile: preferisci le notizie riguardanti la diocesi di Lugano? Nessun problema! Ti interessano solo le notizie sul Vaticano? Nessun problema! Puoi personalizzare le tue preferenze. E questa flessibilità aumenterà con l'aggiornamento dell'app.
Lo sviluppo dell'applicazione rafforza anche la collaborazione tra i Centri Media cattolici di Losanna, Zurigo e Lugano. Una caratteristica particolare è la possibilità di accedere alle tre lingue nazionali dalla medesima app. Zurigo, Losanna e Lugano offrono prospettive diverse di comunicazione e informazione. Con un semplice clic, l'app con diversi contenuti è disponibile anche in francese e in tedesco.
Insomma, un app da provare, già disponibile gratuitamente nei più comuni App-Playstores e che sarà migliorata ancora nei prossimi mesi.

La redazione di ComEC: per informazioni: Federico Anzini federico.anzini(at)gmail.com (responsabile sito catt.ch); Cristina Vonzun crisvonzun(at)gmail.com (direttrice di ComEc)



© Christian Merz

Une étape franchie, même si beaucoup reste à faire

Communiqué de presse de la RKZ du 18. août 2022 concernant la publication du Rapport suisse pour le Synode des évêques 2023

La publication du Rapport suisse pour le Synode des évêques et sa remise au secrétariat du Synode des évêques à Rome marquent une étape importante dans le processus synodal 2021-2023 : un nombre incalculable de discussions de groupes, de réponses à des questionnaires, de prières, de séances et d’échanges divers ont permis aux fidèles de s’écouter mutuellement et de traduire en mots l’esprit qui règne dans les paroisses. Il en ressort une brève synthèse d’une douzaine de pages.

Un état des lieux sincère et autocritique

Du point de vue d’une observatrice ou d’un observateur, le document laisse l’impression d’une description très sincère et autocritique quant à une situation globale extrêmement complexe. Il n’est pas question d’enjoliver ou de minimiser la réalité : on peine à entrevoir un domaine où les choses « tournent rond ». Il n’existe quasiment aucun champ pastoral qui enregistre une avancée dans la découverte de l’Evangile dans le monde. Nombreux sont les chantiers qui concernent non seulement l’Eglise locale, les domaines d’activité de la Conférence des évêques et les structures ecclésiales, mais aussi la doctrine de l’Eglise dans son ensemble, incluant Rome et le pape. Dans une telle situation, continuer à procéder de manière « synodale », soit à faire route ensemble, représente un défi de taille, un pari sans garantie de succès, qu’il s’agit de relever avec une confiance mutuelle et avec confiance en Dieu.

Un mandat conféré à la Conférence centrale

La Conférence centrale catholique romaine de Suisse s’entretient depuis longtemps avec la Conférence des évêques au sujet de ces questions. Elle a été impliquée dans la rédaction du rapport synodal et sa présidente, Renata Asal-Steger, a reçu les résultats de l’assemblée synodale à Einsiedeln simultanément au président de la Conférence des évêques. C’est pourquoi Renata Asal-Steger affirme : « Je comprends notamment ce rapport comme un mandat confié à la Conférence centrale. Grâce à leurs structures démocratiques, les corporations de droit public ecclésiastique peuvent contribuer à la „ prise de décisions en commun “ et étendre la coresponsabilité des femmes dans l’Eglise. » Fort de son expérience en tant qu’observateur de la Voie synodale en Allemagne et de l’évolution globale, le secrétaire général Daniel Kosch ajoute : « Si le système dual ne peut pas être reproduit tel quel dans d’autres pays, il présente toutefois des caractéristiques exemplaires, concernant p. ex. l’administration des finances ou la coopération sous forme de décisions consensuelles ». A maintes reprises, le rapport rend hommage au système dual, ce qui réjouit la Conférence centrale.

Participation des personnes laïques et réseautage avec d’autres Eglises locales durant la phase continentale

Les processus synodaux à l’échelon local, diocésain et national font désormais place à la phase continentale. A cet échelon également, il s’agit de s’écouter mutuellement, de décider ensemble et de développer des perspectives d’action : comment l’Eglise peut-elle agir en Europe ? Que peut-elle apporter à l’Eglise universelle afin d’accroître la synodalité, la crédibilité et l’attrait de l’Eglise à l’intérieur et à l’extérieur ? Selon Daniel Kosch, « Dans les rapports d’autres pays, les auteurs formulent souvent des objectifs de réforme similaires. Il importe à présent de mettre en lumière ces points communs et d’œuvrer énergiquement afin que le Synode des évêques 2023 en tienne compte. » La Conférence centrale peut soutenir la Conférence des évêques suisses sur cette question. Renata Asal-Steger précise : « Pour certains réseaux de femmes, il n’est pas concevable que seuls les évêques aient la parole à l’échelon continental et à celui de l’Eglise universelle, car cela est contraire à l’objectif fondamental de la synodalité. Le processus ne peut rester crédible et sérieux qu’à condition d’associer les femmes aux étapes suivantes ».

Nécessité de renforcer sensiblement la synodalité en Suisse aussi

Les processus diocésains, l’assemblée synodale à Einsiedeln, le 50e anniversaire du Synode 72 et la poursuite immédiate du travail au sein de plusieurs diocèses libèrent des énergies que nous devons exploiter maintenant. C’est pourquoi la Conférence centrale se félicite du fait que les évêques aient instauré un groupe de travail en vue de traiter cette thématique, en collaboration avec la Conférence centrale. Lors des prochaines séances de la présidence et de l’assemblée plénière de la Conférence centrale, il s’agira donc d’examiner le Rapport synodal de manière approfondie et de se mettre d’accord sur les prochaines étapes. En effet, comme en toute chose, les voies synodales commencent par un premier pas, suivi d’innombrables étapes ultérieures. Une phase importante est désormais achevée avec la publication du rapport synodal.

Pour tout renseignement complémentaire, prière de prendre contact avec Daniel Kosch, secrétaire général de la Conférence centrale : Tél. : 044 266 12 01, e-mail : daniel.kosch(at)rkz.ch



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