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 Attualità 

L’accompagnement spirituel en milieu de santé doit pouvoir compter sur des conditions-cadres fiables et une qualité élevée

Communiqué de presse concernant la 2e conférence nationale « Accompagnement spirituel en milieu de santé du 30 octobre 2026

Le système de santé privilégie l’efficacité et les procédures standardisées ; il n’en est que plus important que quelqu’un y considère la personne tout entière, a souligné le conseiller d’État Lukas Engelberger, président de la Conférence des directrices et directeurs cantonaux de la santé, le 30 octobre 2026 à Lucerne. Plaidant pour un ancrage juridique de l’accompagnement spirituel, il a invité les Églises à le défendre avec plus de vigueur sur la scène politique.

Quelque 70 déléguées, délégués et personnes invitées des Églises cantonales réformées, des diocèses et des corporations ecclésiastiques catholiques ont pris part à cette rencontre, organisée par le Centre de compétences pour l’accompagnement spirituel en milieu de santé (CAMS) dans le cadre du salon professionnel ABSCHIED’26. Mgr Beat Grögli, évêque de Saint-Gall, a clairement réaffirmé l’engagement de l’Église, sans taire les défis qui l’attendent : pressions budgétaires, départs à la retraite et manque de relève.

Comment garantir la qualité de l’accompagnement spirituel ? Cette question était au cœur de la journée. Un état des lieux présenté par le CAMS a mis en lumière la diversité des voies d’accès à la profession. Le profil de compétences, issu du profil professionnel adopté en septembre 2026 par l’association professionnelle BSG-APA, offre à cet égard un repère commun.

La conférence a également été l’occasion de présenter le nouvel argumentaire du CAMS. Ce document montre de manière concise ce que l’accompagnement spirituel apporte au système de santé en tant que ressource professionnelle. Il est disponible sur www.ksig-cams.ch.

La 3ᵉ Conférence nationale se tiendra le lundi 23 août 2027 à Berne.

Rapport Conférence accompagnement spirituel 30.10.2026



Babele o verità? Comprendere, sperimentare e analizzare l’IA con occhio critico

Evento di networking CVS | RKZ del 2 novembre 2026 nel parrocchia della Trinità a Berna

A Berna, circa 100 persone hanno sperimentato le possibilità e i limiti dell’intelligenza artificiale. La serata interattiva, organizzata dalla Conferenza dei vescovi svizzeri (SBK) e dalla Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ), ha mostrato come l’IA sia in grado di generare testi, immagini e video, ma la responsabilità della loro interpretazione e del loro utilizzo rimanga pienamente umana.

Non solo ascoltare, ma sperimentare in prima persona. Questo è stato lo spirito della serata intitolata «Babele o verità? Come funziona l’IA», che ha riunito a Berna circa 100 persone per approfondire le possibilità, i limiti e le applicazioni concrete dell’intelligenza artificiale. Smartphone alla mano, i partecipanti sono stati protagonisti di un incontro interattivo: hanno formulato i propri prompt, confrontato le risposte ottenute e verificato l’autenticità o l’eventuale manipolazione di immagini e video.

Nel suo discorso di benvenuto, mons. Josef Stübi, vescovo responsabile dei media della CVS, ha sottolineato l’importanza di un approccio attento e responsabile nei confronti delle nuove tecnologie. La Chiesa non deve chiudersi al progresso, ma interrogarsi costantemente sul suo possibile contributo alla dignità umana e al bene comune.

La serata è stata condotta da Mario Galgano (Vatican News), che è stato anche il relatore principale. Esperto di media ecclesiali e attento osservatore degli sviluppi dell’intelligenza artificiale, ha alternato approfondimenti tecnici, dialoghi con gli altri relatori e momenti di interazione con il pubblico. Il messaggio centrale è stato chiaro: l’’IA non è né una soluzione miracolosa né una minaccia in sé, ma uno strumento al servizio dell’essere umano. Può offrire supporto, strutturare contenuti e aprire nuove prospettive, ma non può sostituirsi al discernimento, alla coscienza e alla responsabilità umana.

Durante le sessioni interattive, i partecipanti hanno potuto constatare quanto i risultati prodotti dall’IA dipendano dalle istruzioni che le vengono fornite. Formulando direttamente diverse richieste, hanno osservato come lievi modifiche nel tono, nel contesto o nell’obiettivo possano generare risultati completamente diversi. In particolare su contenuti ecclesiali e religiosi, è emerso quanto facilmente l’IA possa riprodurre frasi fatte, scivolare nel kitsch o assumere un tono moralizzante.

Anche la percezione dei partecipanti è stata messa alla prova: quali immagini sono autentiche e quali generate artificialmente? Quali video documentano un evento reale e quali attribuiscono a personaggi famosi dichiarazioni mai pronunciate? Il confronto tra contenuti autentici e manipolati ha mostrato quanto sia ormai difficile distinguerli. Diventa quindi fondamentale verificare le fonti, confrontare le informazioni con quelle diffuse da media affidabili e valutare attentamente il contesto.

Tra gli ospiti figurava un altro esperto di grande prestigio, il prof. Rachid Guerraoui del Politecnico federale di Losanna (EPFL), che ha inserito gli sviluppi attuali nel loro contesto scientifico. Con un linguaggio accessibile, ha illustrato l’evoluzione storica dell’intelligenza artificiale e i limiti del suo controllo. È così emersa una questione fondamentale: la sfida non consiste soltanto nel capire che cosa l’IA sarà in grado di fare in futuro, ma anche nel decidere che cosa l’essere umano intenda affidarle.

La serata ha offerto l’opportunità di confrontarsi concretamente l’intelligenza artificiale, tra risultati sorprendenti, falsificazioni convincenti e reazioni vivaci da parte del pubblico. Nel suo intervento conclusivo, Roland Loos, presidente della RKZ, ha ricordato che l’uso responsabile dell’IA non riguarda solo gli specialisti, ma l’intera società. Tra Babele e la verità occorrono dunque maturità digitale, orientamento etico e persone disposte a verificare autonomamente le informazioni, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte.



Cattolici multilingue insieme

Giornata della sinodalità 2026

La terza Giornata della sinodalità, tenutasi il 23 settembre 2026 nel monastero di Fischingen, è stata dedicata al progetto «Cattolico multilingue». La Conferenza dei vescovi svizzeri, la Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera e la Commissione Sinodalità hanno concordato di mettere in atto congiuntamente il progetto. L’obiettivo è di riconoscere e valorizzare maggiormente la diversità linguistica e culturale della Chiesa cattolica in Svizzera come risorsa comune.

Il progetto «Cattolico multilingue» è stato elaborato dalla Commissione Sinodalità a seguito della Giornata della sinodalità 2025. Lo scopo è di aprire prospettive concrete a favore della comunione, della partecipazione e della missione all’interno di una Chiesa caratterizzata da lingue, influenze culturali ed esperienze migratorie diverse.

Il processo previsto si svolgerà in due fasi. A partire da ottobre 2026, si terranno scambi sinodali decentralizzati nelle diocesi, nelle parrocchie, nelle comunità alloglotte, nelle associazioni, nelle comunità religiose e in altri gruppi ecclesiali. A questo scopo si intende raccogliere esperienze preesistenti e, per quanto possibile, definire fin d’ora misure concrete a livello locale, regionale o diocesano.

Particolare attenzione è riservata alla partecipazione attiva delle persone provenienti dalle comunità alloglotte. La Giornata della sinodalità ha sottolineato l’importanza di parlare con invece che dei migranti. A tal fine, è indispensabile che le informazioni e i documenti giungano effettivamente ai diversi livelli ecclesiali e alle varie comunità, in modo da consentire a tutte le persone interessate di prendere parte al processo.

La diversità linguistica e culturale della Chiesa cattolica va oltre le strutture e le competenze esistenti. Oltre alle missioni e alle comunità alloglotte, anche gli ordini religiosi, le associazioni, i movimenti e altri gruppi ecclesiali devono quindi poter apportare le loro esperienze e prospettive al processo. La Commissione Sinodalità accompagna il processo a livello nazionale. La responsabilità dell’attuazione delle misure concrete a livello diocesano e regionale spetta invece alle autorità ecclesiali competenti.

Entro la fine di marzo 2027, i risultati dei scambi decentralizzati dovranno essere raccolti in un rapporto diocesano intermedio, che costituirà la base per la seconda fase del progetto. In questa seconda fase, che si svolgerà a livello nazionale da aprile alla fine del 2027, si svilupperanno prospettive e possibili misure per il futuro di una Chiesa cattolica multilingue. Il processo si concluderà in occasione della quarta Giornata della sinodalità, che si terrà a Ginevra nel dicembre 2027, con deliberazioni e decisioni relative alle misure possibili.

Raccogliere le esperienze sulla sinodalità

Oltre al progetto «Cattolico multilingue», la terza Giornata della sinodalità ha offerto uno spazio di scambio interdiocesano dedicato allo stato di avanzamento della sinodalità in Svizzera. I rappresentanti delle diocesi hanno presentato le esperienze maturate finora e le iniziative intraprese per mettere in pratica le preoccupazioni sinodali.

Le riflessioni si sono concentrate principalmente sulle esperienze particolarmente significative per il futuro sviluppo della sinodalità e sugli insegnamenti che la Chiesa cattolica in Svizzera può trarne. È emerso chiaramente che la sinodalità è già vissuta a diversi livelli e in forme diverse. Il progetto «Cattolico multilingue» si ricollega consapevolmente a queste esperienze sul campo.

Il processo svizzero si inserisce inoltre nel quadro del cammino sinodale della Chiesa universale. Entro giugno 2027, le diocesi trasmetteranno i loro primi rapporti a Roma. All’inizio del 2028 è prevista un’assemblea ecclesiale europea. Nell’aprile dello stesso anno verrà elaborato un rapporto continentale destinato alla Segreteria del Sinodo presso la Santa Sede. L’assemblea ecclesiale mondiale si terrà poi nell’ottobre 2028.

La terza Giornata della sinodalità si è conclusa con una celebrazione eucaristica, accompagnata da una benedizione per il viaggio, nella cappella di Santa Idda della chiesa abbaziale e parrocchiale di Fischingen.



Les Églises entre érosion et transformation

Schweizerische Pastoralsoziologische Institut (SPI) - Statistiques de l’Église 2025

L'année dernière, plus de 10'000 adultes se sont fait baptiser dans la foi catholique en France – un nouveau record qui, selon les prévisions, devrait être dépassé en 2026. En Suisse aussi, les médias font de plus en plus souvent état de personnes qui découvrent la foi chrétienne et la professent volontiers. Qu’en est-il réellement ?

Vous trouverez des réponses dans l'article du SPI consacré aux statistiques ecclésiales 2025. À partir des données actuelles, on présente l’évolution des baptêmes d’adultes au sein de l’Église catholique. Arnd Bünker analyse ensuite ces chiffres sous l’angle de la sociologie des religions et met en lumière l’évolution des perspectives des Églises.

On présente également les derniers chiffres concernant les fidèles, les sorties d’Église ainsi que les mariages religieux et les baptêmes pour l’Église catholique romaine et l’Église évangélique réformée.

Article du SPI consacré aux statistiques ecclésiales 2025



Résumé du Forum de fondation Action de Carême

Communications


Rapport d'activité et comptes annuels d'Action de Carême 2025

Le rapport annuel est disponible et peut être consulté sur Rapport annuel - Action de Carême ou commandé auprès d’Action de Carême (les membres du Forum de fondation recevront un rapport annuel par courrier). En 2025, Action de Carême a touché 5,4 millions de personnes grâce à ses projets et programmes ainsi qu’à son travail d’information, de campagne et de sensibilisation. Sur le plan financier, l’organisation a clôturé l’année avec un excédent pour la première fois depuis 2022.

Forum d’action

Fort de son succès en 2025, le prochain Forum d’action aura lieu à Berne le 16 octobre 2026, à l’occasion de la Journée mondiale de l’alimentation. Le thème de l’événement sera « En chemin vers l’alimentation de demain ». Parmi les intervenant·e·s figureront notamment certaines de nos coordinatrices et coordinateurs du Sud, Christina Bachmann-Roth et Geneviève Savigny. L’invitation sera envoyée fin juin et l’événement est ouvert au public. Il s’adresse donc également aux membres de nos organisations. Informations et inscription sur www.actiondecareme.ch/forum-dʼaction

Aperçu de la Campagne oecuménique 2027

Le thème de la prochaine campagne sera : « Qui a accès à la terre peut cultiver l’avenir » (dernière année du cycle « La faim bouffe l’avenir »). Samrat Katwal (Népal) en Suisse alémanique et Leiria Vay (Guatemala) en Suisse romande seront les hôtes de la tournée. La Campagne oecuménique fait actuellement l’objet d’une évaluation en vue d’une réorientation à partir de 2028.

Conseil de fondation

  • Luca Dittli a été élu à l’unanimité au Conseil de fondation d’Action de Carême. Il se réjouit de mettre ses compétences dans les domaines de l’économie et du développement durable au service du Conseil de fondation.
  • Renata Asal-Steger a été élue pour un troisième mandat au sein du Conseil de fondation.
  • Le Forum de fondation remercie les membres qui quittent le Conseil de fondation : Isabelle Chassot, Elena Furrer et Beat Curau.

Réforme du Forum de fondation

La liste des organisations membres du Forum de fondation est régie par l’annexe aux statuts d’Action de Carême. La situation de ces organisations ecclésiastiques a fortement évolué ces dernières années (fusions, dissolutions, changements de nom, pénurie de personnel). Concrètement, il s’agit désormais d’actualiser les catégories et les organisations. Le Conseil de fondation d’Action de Carême et la Conférence des évêques suisses (CES) statuent d’un commun accord sur cette annexe aux statuts ; le Forum de fondation est consulté.

Action de Carême informera les organisations membres du Forum de fondation dans le courant de cette année.

Initiatives politiques

Action de Carême soutient la nouvelle Initiative pour des multinationales responsables « Entre-prises responsables – pour protéger l’être humain et l’environnement » (Coalition pour des multinatio-nales responsables - Responsabilité multinationales) et l’initiative sur la place financière « Pour une place financière suisse durable et tournée vers l’avenir » (Initiative pour une place financière durable).



Messages concernant l’année des volontaires 2026

Participer maintenant

Les Nations Unies ont déclaré 2026 « Année internationale des volontaires ». Il s’agit d’une manifestation mondiale visant à honorer les personnes qui s’engagent bénévolement pour les autres. Le bénévolat est bien plus qu’un signe de solidarité : c’est un pilier de notre société. Il tisse des liens, renforce la solidarité et assure le bon fonctionnement de la société. Aider le voisinage, accompagner, protéger l’environnement ou soutenir des personnes en situation difficile : quelle que soit l’activité, les bénévoles comblent des lacunes, créent de la proximité et veillent à ce que personne ne soit oublié. 

Dans le cadre de cette manifestation, vous avez la possibilité de rédiger des messages sur le bénévolat, la communauté ou autres. Ceux-ci seront réunis dans une galerie et pourront être utilisés par votre organisation pour la communication.

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Consulter la galerie



Benedizione dei morenti « In cammino verso la luce »

Raccomandazione di un nuovo libro liturgico per la Svizzera

Una simile benedizione dei morenti esiste nelle diocesi tedesche e austriache dagli anni 2010. La versione svizzera si caratterizza per l’inserimento della preghiera di San Nicolao della Flüe, per la redazione di nuove preghiere concepite appositamente per questa pubblicazione, nonché per l’edizione in quattro lingue. È disponibile sia in forma integrale, sia in forma abbreviata, nonché adattata per i bambini e per le persone affette da demenza. Il libro contiene inoltre altri testi a scelta.

Va precisato che la benedizione dei morenti non sostituisce l’unzione degli infermi e il viatico, ma integra piuttosto l’accompagnamento spirituale dei moribondi. Anche alle persone che si sentono lontane dalla vita della Chiesa e dai sacramenti, ma che nondimeno sperano di trovare conforto, consolazione e incoraggiamento nell’avvicinamento alla morte, la Chiesa desidera mostrare la vicinanza di Dio e impartire la benedizione. I testi di benedizione dei morenti possono essere utilizzati da tutti coloro che li accompagnano negli ospedali, nelle case di riposo e di cura così come nell’accompagnamento spirituale d’urgenza, nelle parrocchie, nelle missioni linguistiche e nelle comunità religiose.

Link Versione abbreviata della benedizione dei morenti
Link Traduzioni della versione abbreviata in diverse lingue

Sterbesegen – Auf dem Weg ins Licht / Bénédiction des mourants – Sur le chemin vers la lumière / Benedizione dei morenti – In cammino verso la luce / Blessing of the Dying – On the Way to the Light
Pubblicato dalla Commissione liturgica della Svizzera su mandato della Conferenza dei vescovi svizzeri. Elaborato dall’Istituto liturgico della Svizzera tedesca a Friborgo. Casa editrice Pustet Regensburg. 168 pagine.