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 Attualità 

Sur la voie d’une Eglise solidaire, crédible et plurielle

Communiqué de presse concernant l’assemblée plénière de la Conférence centrale du 20 juin 2020 à Zurich

Contrainte à renoncer en raison de la pandémie de coronavirus à la tenue d’une assemblée plénière convoquée à l’origine en mars, la Conférence centrale s’est réunie finalement en juin de cette année. Les objets inscrits à l’ordre du jour n’en ont été que plus nombreux. «Il y a des orientations importantes à définir qui débordent de beaucoup le cadre des sujets financiers», a souligné la présidente de la Conférence centrale Renata Asal-Steger dans son message de bienvenue. Au-delà des débats consacrés à ces derniers, les discussions ont porté sur la voie devant conduire à une pastorale interculturelle et à un renouveau de l’Eglise.

Communiqué de presse du 25 juin 2020

 



Le pouvoir discret des femmes au sein de l’Eglise catholique

Émission de la RTS 1 du 19 avril 2020

Dans le cadre de son émission religieuse «Hautes fréquences», la RTS 1 s'est penchée à la question du pouvoir des femmes au sein de l’Eglise catholique. Celle-ci a mis en lumière la mission, l’activité et les compétences d’une agente pastorale en ville de Genève, seule femme à assumer officiellement des fonctions dirigeantes dans une paroisse du diocèse de Lausanne, Genève et Fribourg. D’autres femmes sont intervenues dans l’émission, qui abordait également la situation en Suisse alémanique. Renata Asal-Steger et Franziska Driessen-Reding ont parlé de leur rôle et de leur rapport au pouvoir en tant que présidentes respectives de la Conférence centrale et du conseil synodal du canton de Zurich.



[Translate to italienisch:] Photo by Evgeni Tcherkasski on Unsplash

Prospettive durante la crisi del coronavirus

Intervista con il signor Gabriele Domenighetti, delegato della Conferenza centrale cattolica romana della Svizera (RKZ), e con il signor Ernesto Borghi, presidente Associazione Biblica della Svizzera Italiana (ABSI).

Che effetti ha prodotto su di voi la crisi del coronavirus e come ha modificato il vostro vivere quotidiano?

Gabriele Domenighetti: Rinunciamo alle consuetudini che oggi non sono più così scontate, come il weekend in montagna, le messe domenicali, le visite ai parenti o anche più semplicemente il taglio dei capelli, la riparazione del cellulare. A casa abbiamo ridefinito le nostre priorità, leggiamo e riflettiamo di più. Io e mia moglie ci rechiamo però tutti i giorni al lavoro, avendo entrambi un ruolo considerato « necessario » e inoltre non abbiamo figli, pertanto le decisioni nella nostra quotidianità in questo periodo sono mediamente più semplici.

Ernesto Borghi: Gli spostamenti fisici e gli incontri diretti con tante persone sono stati progressivamenti ridotti e, dall’inizio di marzo 2020 in poi, progressivamente azzerati. È notevolmente aumentata possibilità di leggere testi cartacei ed elettronici e vedere programmi televisivi, di occuparsi di elementi culturali che l’elevato ritmo del lavoro ordinario aveva reso limitata o quasi inesistente. Si sono riannodate relazioni umane da tempo sopite e se ne sono rafforzate sensibilmente altre.

Quale rinuncia o quale provvedimento ha avuto o ha ancora il maggior effetto sul lavoro della vostra istituzione? 

Gabriele Domenighetti: Gli incontri con gli stakeholder, siano essi clienti o fornitori, sono stati annullati e vanno dunque sostituiti con altri mezzi. Anche sul posto di lavoro vanno mantenute le regole di «distanziamento sociale». Alcuni colleghi sono stati trasferiti in altri uffici per ottimizzare gli spazi. Le riunioni sono più ridotte e in spazi più ampi. La tecnologia fornisce un aiuto almeno parzialmente, in particolare per quanto riguarda lo smart working. Non basta però la disponibilità tecnica di lavorare da casa, serve anche un approccio mentale adeguato che l’epidemia ci ha forzato ad assumere, ma forse non ancora a recepire completamente affinché il lavoro resti egualmente «smart». 

Ernesto Borghi: Il rischio del contagio, l’impossibilità di incontrarsi direttamente e l’incertezza sulle possibilità future hanno fatto rinviare al prossimo autunno 2020 tutte le iniziative che sarebbe stato molto penalizzante o assai arduo trasferire sui mezzi di comunicazione elettronica.

Come raggiungete e come date il vostro sostegno ai gruppi cui vi rivolgete nella situazione attuale?

Gabriele Domenighetti: Fra i nostri contatti abbiamo persone di tutte le età e facendo volontariato siamo confrontati anche con situazioni di bisogno. In realtà non facciamo cose straordinarie, ma anche una sola telefonata in più, magari a persone che non vivono la nostra quotidianità, o prestarsi per fare la spesa ai vicini più anziani è un modo semplice ma apprezzato di venirsi incontro.

Ernesto Borghi: Il canale Youtube e le pagine Facebook discendenti dall’Associazione Biblica della Svizzera italiana sono gli strumenti con i quali continua il nostro lavoro formativo (per es.: abbiamo concluso il nostro corso ecumenico di lettura del vangelo secondo Matteo solo nella versione online). Stiamo sviluppando tali modalità d’intervento con proposte formative più limitate nella durata dei singoli momenti, ma ricorrenti, giorno dopo giorno. Continuiamo a lavorare ai numeri 2020 della rivista «Parola&parole» (il I numero 2020 è già in stampa) e al IV volume (traduzione ecumenica commentata del vangelo secondo Giovanni) del progetto «Leggere i vangeli per la vita di tutti».

Immaginatevi di passare in rassegna alla fine dell’anno il manifestarsi della crisi dello scorso mese di marzo: che cosa rimane nel vostro ricordo come la maggiore difficoltà e il maggior dolore? Quale effetto positivo sperate di poter ricordare e ritenere a tale proposito?

Gabriele Domenighetti: Nella speranza che a fine anno potremo pensare a tutto questo veramente come a un ricordo, mi resterà il rispetto fra le persone e il senso di solidarietà accresciuti che ho percepito. Spero che qualcosa possa rimanere, ma ne dubito fortemente. Difficoltà e dolore ? Potrò rispondere se avrò nella mia cerchia di conoscenze malati gravi o persone che ci hanno lasciato. Il Ticino è una piccola regione, molti si conoscono, e questa è un’eventualità non così remota. Se si è confrontati con un dramma vero, le prospettive cambiano rapidamente, anche per coloro che tendono a banalizzare la situazione.

Ernesto Borghi: L’impossibilità di incontrare direttamente le persone, la preoccupazione per le condizioni psico-fisiche dei nostri associati e di tutte le persone a loro care e la trepidazione nel non sapere che cosa ci aspetti nel futuro a breve e a medio termine sono certamente gli aspetti più dolorosi di questa terribile contingenza. Speriamo di poter consolidare le relazioni umane riprese a seguito di tale evenienza e di sviluppare il nostro lavoro sempre meglio, a livello anzitutto di incontri diretti, di iniziative internet e di bibliografia cartacea.

Altre interviste dalla Svizzera tedesca e dalla Romandia



Renata Asal-Steger, la présidente de la RKZ entre rêve et réalité

La Lucernoise Renata Asal-Steger est présidente de la Conférence centrale catholique romaine de Suisse (RKZ) depuis le début de l’année. Combattante pour le changement, elle est aussi une diplomate.